La Vita Sentimentale di Giuseppe Verdi: Amore, Tragici Lutti e i Grandi Amori del Maestro

Da Margherita Barezzi a Giuseppina Strepponi e Teresa Stolz: le donne che hanno ispirato il genio della lirica italiana

Di Daniele Castrizio

La vita sentimentale di Giuseppe Verdi fu segnata, fin dagli anni giovanili, da una dolorosa alternanza di amore e perdita. Dietro l’immagine severa del compositore, del patriota e del proprietario terriero geloso della propria indipendenza, si nascondeva un uomo capace di legami profondissimi, bisognoso di affetto ma anche estremamente riservato. Le donne che gli furono vicine non rappresentarono soltanto una presenza privata: entrarono, in modi diversi, nella sua vicenda artistica.

Margherita Barezzi: Il primo drammatico amore e la rinascita con Nabucco

Il primo amore importante fu Margherita Barezzi , figlia di Antonio Barezzi, il commerciante di Busseto che aveva intuito il talento del giovane musicista e ne aveva sostenuto gli studi. Verdi la sposò nel 1836. Dal matrimonio nacquero due figli, Virginia e Icilio, ma la felicità familiare ebbe una durata tragicamente breve. Virginia morì nel 1838, Icilio nel 1839 e Margherita nel giugno del 1840, probabilmente a causa di un’encefalite. Nel volgere di poco più di due anni Verdi perse l’intera famiglia.

Il compositore precipitò in una disperazione così profonda da meditare l’abbandono della musica. Proprio allora, tuttavia, nacque il Nabucco, rappresentato alla Scala nel 1842: l’opera del suo trionfo e, simbolicamente, della sua rinascita. Nel ruolo di Abigaille cantava Giuseppina Strepponi , soprano già celebre, dotato di grande sensibilità teatrale. Verdi l’aveva conosciuta nel 1839, ma il loro legame affettivo si consolidò alcuni anni dopo, soprattutto durante il soggiorno parigino iniziato nel 1847.

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UNSPECIFIED – CIRCA 1989: Italy – 19th century. Portrait of Giuseppina Strepponi (born Clelia Maria Josepha Strepponi, Lodi, 1815 – Sant’Agata di Villanova sull’Arda, 1897), Italian soprano and second wife of Giuseppe Verdi, 1840-50. (Photo By DEA / G. DAGLI ORTI/De Agostini via Getty Images)

Giuseppina Strepponi: Una sfida ai pregiudizi e la nascita della Trilogia Popolare

Giuseppina portava con sé una storia personale che la società del tempo non era disposta a perdonare. Aveva avuto figli fuori dal matrimonio e la sua carriera era stata accompagnata da relazioni sentimentali, difficoltà economiche e sacrifici. La convivenza con Verdi, non consacrata dalle nozze, suscitò scandalo, soprattutto nella provinciale Busseto. Lo stesso Antonio Barezzi, legato alla memoria della figlia Margherita, guardò inizialmente con sofferenza alla nuova unione. Verdi, però, difese Giuseppina con assoluta fermezza: non accettava che il mondo entrasse nella sua casa per giudicare una donna che egli considerava degna di ogni rispetto.

La coppia visse tra Parigi, Busseto e la villa di Sant’Agata, costruendo un sodalizio che andava molto oltre la vita domestica. Giuseppina conosceva il teatro dall’interno, comprendeva le esigenze delle voci, sapeva trattare con impresari, editori e librettisti. Fu consigliera, copista, mediatrice e custode della serenità del compositore. Il 29 agosto 1859, dopo oltre un decennio di vita comune, i due si sposarono quasi segretamente a Collonges-sous-Salève, allora nel Regno di Sardegna.

La loro storia accompagnò l’intera maturità creativa di Verdi. Dal Nabucco agli “anni di galera”, con Ernani, Macbeth, Attila, I masnadieri, La battaglia di Legnano e Luisa Miller, fino alla cosiddetta trilogia popolare formata da Rigoletto, Il trovatore e La traviata, Giuseppina fu la testimone privilegiata di una straordinaria stagione artistica. Proprio nella figura di Violetta Valéry, donna generosa ma condannata dall’ipocrisia sociale per il proprio passato, molti hanno riconosciuto un’eco della condizione vissuta dalla Strepponi. Non si tratta necessariamente di un’autobiografia mascherata, ma è difficile non avvertire, nella violenta condanna dei pregiudizi borghesi, qualcosa dell’esperienza personale della coppia.

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Il matrimonio, la matura creatività e l’enigma Teresa Stolz

Giuseppina rimase accanto a Verdi anche negli anni del matrimonio, quando nacquero La forza del destino, Don Carlo e Aida, e durante il lungo apparente silenzio che precedette Otello e Falstaff. Fu lei, insieme con l’editore Giulio Ricordi, a incoraggiare il maestro ormai celeberrimo a tornare al teatro. Quando Verdi compose Falstaff, a quasi ottant’anni, Giuseppina era ancora la sua interlocutrice più intima.

Negli ultimi decenni entrò nella loro vita Teresa Stolz , soprano boemo, magnifica interprete verdiana e prima Aida italiana. Tra lei e Verdi nacque una relazione di eccezionale intensità artistica e umana. I contemporanei alimentarono i sospetti di un amore segreto e Giuseppina conobbe momenti di gelosia e inquietudine; tuttavia, nessuna prova permette di trasformare quelle voci in certezza. Teresa mantenne sempre un rapporto di rispetto con la moglie del compositore e, dopo la morte di Giuseppina nel 1897, continuò ad assistere Verdi fino alla sua scomparsa, nel 1901.

L’eredità d’amore e musica di Giuseppe Verdi

La vera grande storia d’amore di Verdi rimase dunque quella con Giuseppina Strepponi: due esistenze ferite che si incontrarono, sfidarono le convenzioni e costruirono insieme una lunga stagione di affetti e capolavori. La musica di Verdi nacque dal suo genio, ma dietro quel genio, per mezzo secolo, vi fu anche la presenza vigile, intelligente e amorosa di Giuseppina.