Di Eugenio Lo Gullo
La vera forza non è saper combattere. Il ciclope Polifemo avrebbe potuto divorare in un attimo Ulisse, il Nessuno trovato con i suoi compagni nella sua grotta, ma alla fine il piccolo ed astuto uomo lo privò della luce.
Ecco perché la vera forza è, soprattutto, quando combattere e saper comprendere se una lotta è inutile. Lottare con un maiale a che serve? In questi casi, vincere sarebbe una vittoria? Nelle arti marziali vincere ha una grande significato perché la vittoria, il trofeo, rappresentano il giusto premio al sudore ed alla fatica dopo anni di allenamenti con avversari che si rispettano e di pari valore. In politica il valore di un uomo conta pochissimo poiché prevalgono, quasi sempre, le regole truccate e la corruzione.
La forza nella quiete e il vero Onore del guerriero
Nella vita, una persona forte non deve dimostrare la sua forza a nessuno perché cerca soprattutto la quiete ed il successo personale per soddisfare se stesso ed in diverse situazioni per aiutare gli altri.
Il vero Onore di ogni guerriero-cavaliere dimora nel proteggere gli altri e, soprattutto, le persone più deboli, le donne, i bambini, i vecchi. Un guerriero non reagisce ogni volta che viene sfidato. La forza vera dimora nella quiete, la verità nel silenzio. La forza fisica può aiutarci a difenderci, proteggere gli altri e superare situazioni difficili, ma la vera saggezza ci insegna a scegliere con cura le nostre battaglie. In ogni situazione “non conta la forza, conta chi vince”. Polimemo era un ciclope ed Ulisse, al suo confronto un ominidi, eppure ha vinto il “Nessuno”.
L’intelligenza emotiva contro le provocazioni e la forza bruta
Ci saranno sempre persone pronte a sfidarci che non capiscono la nostra forza, che ci criticano, insultano, infangato, che cercheranno di provocare una nostra reazione. Inutile reagire poiché le parole volgari, i comportamenti affressivi, appartengono a chi le esprime. Tali espressioni sono sempre manifestazioni di insucurezza, fragilità, paura, poca autostima. Per fare del male basta un sasso, una penna, un bastone. Conta chi vince.
Se rispondiamo a ogni sfida con rabbia, diamo alle altre persone il controllo sulle nostre vere emozioni. La disciplina inizia quando possiamo rimanere calmi e giochiamo con i nostri avversari, anche quando la situazione intorno a noi diventa difficile. L’intelligenza prevale sempre sulla forza bruta. Questo è il principio primario di tutte le arti da combattimento, sia nelle arti marziali che nei combattimenti con le armi. Persino, soldati più moderni ed addestrati, che usano le armi più sofisticate, si addestrano a pensare, ad improvvisare, a prevedere, a rispondere con l’astuzia.
Lo studio, l’allenamento e la vittoria su se stessi
Un uomo di intelligenza, come un esperto di arti marziali, capisce che lo studio, l’allenamento non è solo conoscenza o saper colpire, sconfiggere gli avversario. La sua vera vittoria, la forza dimora nel seguire ogni giorno, con fiducia, costanza e perseveranza degli obiettivi per vincere se stessi.
L’allenamento, lo studio, sviluppano anche la pazienza, l’autocontrollo, la concentrazione, l’umiltà ed il rispetto. Il corpo diventa più forte quando si riesce a mantenere la propria posizione per avere la saggezza per poter decidere se l’azione è davvero necessaria e a quali conseguenze potrebbe portare.
Scegliere le proprie battaglie e proteggere ciò che vale
La vita metterà alla prova tutti. Spesso a mettervi a durissima prova saranno i vostri genitori, i fratelli, gli amici, le persone che amate. Cosa si dovrebbe fare? Colpirli tutti? Ci saranno momenti di delusione, tradimento, ingiustizia, critiche, fallimento e conflitto. Non possiamo illuderci di poter controllare ogni situazione, molto meglio andarsene, “giocare con chi vuole giocarci e giocherà con sé stesso”. “Il male ritorna sempre per divorare se stesso e chi vi aggredisce si metterà nei guai da solo”.
Se siamo intelligenti, ben addestrati, possiamo controllare come reagiamo e tener presenteche quello che abbiamocostruito, la nostra famiglia, il nostro buon nome, la professione, la dignità, valgono molto di più di un idiota che vuole aggredirci. L’ira, chiaramente, può apparire naturalmente, ma sarà la nostra forza interiore, la saggezza, la consapevolezza di sapere chi e cosa siamo, che insegnerà a scegliere con cura le nostre battaglie.
L’esperienza professionale tra arti marziali, psicoterapia e vita
Questi principi, appresi in tanti anni di esperienza, sia in campo sportivo (Karate Shotokan, II Dan), sia come Direttore di diverse attività di Protezione Civile maturate a Roma, sia come studente, psicologo, Docente Universitario presso la Facoltà di Medicina e Psicologia dell’Università “La Sapienza” di Roma, Psicoterapeuta da oltre trent’anni, si applicano non solo alle arti marziali. Tali principi sono fondamentali per la famiglia, l’amicizia, il lavoro, le relazioni, la leadership e per la vita quotidiana.
Per costruire – soprattutto se stessi – ci vuole moltissimo, per distruggere basta un attimo. Non tutti gli argomenti meritano una risposta e non tutte le persone meritano affetto o una reazione che non sia determinata dal bisogno naturale di proteggere se stessi e le persone che amiamo. Nonostante, l’Istinto di sopravvivenza e di conservazione, non ogni insulto merita una reazione e non ogni disaccordo deve diventare una battaglia.
La protezione della propria pace: equilibrio tra forza e saggezza
Proteggere la nostra pace rappresenta il vero obiettivo della nostra esistenza.
Un vero saggio, un vero guerriero, capiscono che la vittoria non si trova sempre nel confronto. A volte significa scegliere il silenzio. Molto spesso significa lasciare una situazione scorrere con la nostra dignità intatta.
La forza senza saggezza può diventare distruttiva ed autodistruttiva. La saggezza, l’intelligenza, senza coraggio possono diventare troppo spesso esitazione. Solo quando la forza e la saggezza crescono insieme, in armonia, creano equilibrio e conducono al successo.

