Gioielli da indossare tra colore e leggerezza

Sadr Botein nello showcase da Robertaebasta durante la Milano Fashion Week

di Marco Signorile

La prima sorpresa arriva da un gesto: sollevo un gioiello che, per dimensioni, immaginavo pesante. In mano è leggero. Nello showroom milanese di Robertaebasta, durante la Milano Fashion Week, lo showcase di Sadr Botein comincia per me da questa distanza fra ciò che vedo e ciò che sento.

L’atmosfera e le ispirazioni della collezione

Il luogo invita a guardare da vicino. La galleria fondata da Roberta Tagliavini, legata alle arti decorative e al design del Novecento, ospita forme che dialogano con quello stesso gusto per il segno e la luce. È qui che incontro la designer di Sadr Botein, davanti alle sue creazioni. Il suo racconto mi accompagna tra superfici specchiate, geometrie Art Déco e linee che diventano più sinuose quando evocano il mare.

Mi soffermo su una collana verde acceso che ricorda il corallo. Accanto, blu, aranci e rossi costruiscono accostamenti vivaci ma misurati. Ci leggo il Mediterraneo: l’acqua, certo, ma anche il verde dei boschi e la terra rossa della Puglia. Sono suggestioni nate dall’incontro con i gioielli, non immagini che il brand impone a chi li indossa.

La presenza dei pezzi cambia una volta indossati. Il volume attira lo sguardo, ma non appesantisce il corpo; una collana può dare carattere a un abito essenziale senza chiedere al resto del look di competere con lei. Molti orecchini riprendono forme e colori delle collane, lasciando spazio a combinazioni personali.

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Le linee e le lavorazioni in cristallo acrilico

La designer distingue la proposta più estiva, ricca di colore e richiami marini, da quella che chiama linea «continuativa»: nero, bianco, rosso e altre varianti che non si esauriscono con una stagione. Non tutte le linee erano presenti nello showcase. Fra quelle osservate, Capri ha un tono più giocoso e Viper un segno grafico deciso. Alcuni modelli apparentemente semplici, mi spiega, richiedono lavorazioni complesse.

Il materiale al centro del progetto è il cristallo acrilico. Il marchio descrive un processo che comprende taglio laser e termoformatura; la designer mi mostra come curve e pieghe prendano forma con il calore e come i componenti vengano poi assemblati a mano. Gli spessori contenuti spiegano, almeno in parte, quella leggerezza inattesa. Il lavoro artigianale riguarda le fasi di finitura e assemblaggio; lo stesso modello può essere realizzato in più esemplari.

Un lusso accessibile e contemporaneo

Anche il prezzo dice qualcosa del progetto: nel catalogo convivono piccoli accessori e gioielli più elaborati, con diverse possibilità di scelta. È un aspetto che apprezzo, perché permette di avvicinarsi al linguaggio del marchio senza riservarlo a una sola occasione speciale.

Il nome Sadr Botein prende ispirazione da due stelle. Alla fine della visita, però, torno a quel gioiello sollevato all’inizio. La luce e il colore lo fanno notare; è la leggerezza a far venire voglia di portarlo con sé.

Info utili e contatti:

  • Sito ufficiale per conoscere le collezioni: www.sadrbotein.com
  • Punto vendita a Bari: via Imbriani 7