Riflessione sull’impatto emotivo dell’ingratitudine, la trappola dell’opportunismo e la forza di chi sceglie la gratitudine
Di Daniela Cavallini
Cos’è l’ingratitudine: il dolore del bene non riconosciuto
L’ingratitudine è l’irriconoscenza palesata verso il bene ricevuto. Fonte di amara constatazione ed ovvia delusione per il donatore, l’ingrato è di per sé una persona gretta, presuntuosa, strafottente e distruttiva.
Egli, infatti, manifesta una profonda protervia, divenendo così un vero e proprio distruttore di armonia, arrecando grave danno soprattutto a se stesso oltre che ferire gli altri.
La trappola dell’opportunismo e la falsa gratitudine
Ignaro creatore della propria stessa infelicità, l’ingrato non è in grado di percepire la bellezza che lo circonda, sia essa Universale che riscontrabile nella manifestazione della generosità altrui.
Avvolto nella sua protervia, l’irriconoscente gode del meschino piacere di “gonfiare il petto” nello svilire la disponibilità di chi lo circonda:
- Strumentalizza l’aiuto ricevuto;
- Sminuisce la generosità altrui;
- Rinnega quanto gli è stato donato, sia esso un sostegno morale o materiale.
Emblema dell’opportunismo, l’ingrato si rivela in tutta la pochezza che gli è propria quando, in seguito a sue plurime richieste di favori e relativa fattiva accoglienza, esprime ringraziamenti solo per pura piaggeria. “Nel caso avessi bisogno ancora…” è il suo costante e calcolatore retro-pensiero.
Superbia e smemoratezza selettiva
Detentore di una spiccata opportunistica smemoratezza, l’ingrato “dimentica” facilmente quanto gli è stato offerto. È troppo superbo per anche solo ipotizzare di avere un debito di riconoscenza: per l’ingrato, infatti, tutto è dovuto e nulla è apprezzato.
Assai difficilmente la persona “portatrice insana” d’ingratitudine è disponibile allo scambio di favori. Soddisfare pure la più piccola richiesta — anche qualora proveniente da colui che ha prodigalmente esaudito le tante sue — costituisce per lui un’inaccettabile limitazione.
Come difendersi: la tutela del proprio equilibrio
Di fronte a queste dinamiche tossiche, allontanarsi appare la soluzione più ovvia e salutare a tutela del proprio equilibrio interiore e psicologico.
Infine, per le persone generose, sia consolatorio un principio sempre valido: la gratitudine attrae tante occasioni per le quali essere grati.

