Da Robertaebasta, durante la Milano Fashion Week, la collezione Primavera/Estate 2027 rivela una sartorialità di radice napoletana, tra linee fluide, dettagli preziosi e una teatralità disinvoltura.
di Marco Signorile
Da vicino, il nero cambia. Una superficie cattura la luce, un’altra la trattiene; una trasparenza lascia intuire il corpo, un fiore in rilievo dà volume al tessuto. Durante la Milano Fashion Week, negli spazi di Robertaebasta, ho potuto osservare e toccare con mano gli abiti di Carmine Vallone. Avvicinarmi, soffermarmi sulle lavorazioni, seguire con lo sguardo la caduta delle stoffe. È così che ho incontrato il carattere della sua collezione Primavera/Estate 2027: un’eleganza scenografica attraversata da una leggerezza sorprendente.
Teatralità e Disinvoltura nella Collezione Primavera/Estate 2027
Il primo elemento a colpirmi è proprio questo rapporto fra teatralità e disinvoltura. Le piume incorniciano una scollatura, accompagnano i polsi, percorrono i bordi di un abito lungo. Altrove, grandi applicazioni floreali interrompono una superficie liscia oppure si raccolgono lungo l’orlo. Sono dettagli che danno presenza alla silhouette. Attorno a loro, però, il disegno conserva respiro: le linee scendono, i volumi si aprono, le trasparenze alleggeriscono l’insieme.
Per chi, come me, viene dal teatro, è un richiamo immediato. Riconosco il piacere di costruire una figura capace di abitare lo spazio, di suggerire un gesto ancora prima che avvenga. Qui quella sensibilità prende una forma chic, misurata, che immagino nel movimento di una donna. La teatralità risiede nel modo in cui l’abito accompagna la sua presenza.

Le Sfumature del Nero e la Presentazione allo Showroom Robertaebasta
Il nero tiene insieme questo racconto. Guardando i capi esposti, mi accorgo di quanto una scelta cromatica così netta permetta di distinguere ogni variazione: la lucentezza di una stoffa, la profondità di una piega, il contorno di un petalo, la leggerezza di una manica velata. Anche gli elementi più ricchi trovano un equilibrio dentro questa continuità di colore.
Nella conversazione allo showroom mi viene spiegato che i modelli potranno essere sviluppati anche in altre tonalità. Per la presentazione milanese, il nero offre una lettura particolarmente nitida del progetto. Fra le pareti turchesi, gli specchi e gli oggetti della galleria, gli abiti emergono con contorni precisi, mentre la luce ne rivela gradualmente i dettagli.
Radici Sartoriali Napoletane e Ricerca sui Materiali
Le radici del lavoro di Vallone sono nella tradizione sartoriale napoletana. Il suo percorso comincia dal mestiere di sarto, dall’esperienza diretta del creare e realizzare i propri modelli. Questa familiarità con la materia accompagna l’evoluzione del designer e aiuta a leggere la collezione: dietro l’effetto visivo c’è un’attenzione alla forma, alle proporzioni, al rapporto fra tessuto e corpo.
Un abito lungo con sottili spalline e scollo morbido lascia scorrere la stoffa fino a un bordo fiorito. Un altro affida la propria eleganza a una linea più essenziale, con spalle definite e dettagli trasparenti. In una diversa silhouette, revers e abbottonatura evocano il rigore della giacca sartoriale, prolungandolo nella verticalità di un abito. Sono modi diversi di interpretare la femminilità, accomunati dalla cura con cui ogni elemento entra nella composizione.
Anche il racconto dei materiali raccolto durante la visita restituisce questa ricerca. Sete e misti seta, lana Tasmania, microfibre giapponesi e tessuti tecnici vengono scelti secondo le esigenze dei capi. La qualità si comprende nella caduta, nella consistenza, nella capacità di sostenere un volume o una lavorazione lasciando all’abito la fluidità desiderata.
L’Eleganza di Carmine Vallone tra Moda, Arte e Design
È questo il piacere di una presentazione in showroom: poter dedicare tempo a ciò che, nel ritmo di una sfilata, attraverserebbe lo sguardo in pochi secondi. Da Robertaebasta, la vicinanza con gli abiti rende leggibile il lavoro di Vallone. I copricapi e i gioielli di altre realtà presenti nella galleria aggiungono ulteriori accenti alla presentazione, inserendola in un ambiente dove moda, arte e design si incontrano.
Porto via soprattutto l’immagine di quei dettagli neri che acquistano rilievo dentro il nero: fiori, piume, pieghe, trasparenze. La loro ricchezza convive con la semplicità di una linea e con la morbidezza di una stoffa. È lì che ho trovato l’eleganza di Carmine Vallone: nella capacità di dare all’abito una presenza teatrale e, insieme, la disinvoltura per essere indossato.


