Al White Milano, una collezione di abiti da sera e da giorno racconta una femminilità fatta di linee, colore e dettagli
di Marco Signorile
Tra una sfilata e l’altra della Milano Fashion Week, entro al White Milano, nel cuore del Tortona Fashion District. Il salone dedicato al prêt-à-porter contemporaneo e alla ricerca stilistica mette in contatto i brand con buyer e operatori arrivati da diversi mercati. Qui la moda cambia ritmo: si attraversano gli stand, ci si avvicina ai capi, si ascolta chi li ha pensati. Un incontro può diventare il primo passo del viaggio di un abito nel mondo.
Io mi fermo davanti a NISSA.
Prima ancora di conoscere il nome della collezione, sono gli abiti a trattenermi. Le linee, i tessuti, i colori. Poi lo sguardo si avvicina e trova i dettagli: un fiocco, un fiore applicato, la struttura di un corsetto. C’è un’eleganza che non chiede di essere spiegata subito. Ti invita a guardare ancora.
La collezione “Giardino”: colori, tessuti e dettagli sartoriali
La collezione si chiama Giardino. Crema, rosa, azzurro e menta ne disegnano l’atmosfera: una tavolozza delicata che attraversa abiti strutturati per la sera e gli eventi, ma anche una proposta più leggera per il giorno, tra tessuti freschi e fantasie floreali.
In questa collezione NISSA sceglie una femminilità romantica, interpretata in modi diversi: nei tagli che valorizzano la figura e nelle linee più rilassate, pensate anche per una cerimonia o una serata estiva. Non c’è un’unica donna davanti allo specchio. C’è la possibilità, per ciascuna, di riconoscersi in un abito.

Nella conversazione emergono anche i materiali — seta, cotone e lino, talvolta uniti a fibre elasticizzate per favorire la vestibilità — e il lavoro sulle finiture. Fiori e altri elementi decorativi, mi spiegano, sono applicati a mano. È il genere di particolare che da lontano completa una figura e da vicino rivela il tempo dedicato a realizzarla.

Dalla sartoria artigianale alla presenza internazionale
Nella sua presentazione aziendale, NISSA racconta di essere nata come piccolo atelier e di lavorare da oltre vent’anni nel mondo della moda. Oggi dichiara una produzione articolata e una presenza internazionale. Ma davanti agli abiti, allo stand, sono i gesti più piccoli a rendere visibile questa storia: la scelta di un tessuto, una cucitura, il punto in cui un fiore incontra la linea del capo.
Riprendo il mio percorso tra gli stand. Di Giardino mi resta un’immagine: quella di un abito visto prima da lontano e poi da vicino. A volte basta questo movimento dello sguardo per capire perché ci siamo fermati.


