Kali Hope – L’Urlo di Calliope: il mito che ritorna sulla Terra

Il 5 settembre alleo ore 21:00, nella suggestiva cornice di Piazza Leopoldo Trieste , Reggio Calabria accoglierà un evento che fonde mito, danza, teatro e memoria collettiva: Kali Hope – L’Urlo di Calliope.

Lo spettacolo vedrà sul palco l’attrice Alice Cesaretti, la prima ballerina Giada Guzzo e il corpo di ballo diretto da Lia Molinaro. L’appuntamento fa parte del cartellone della seconda edizione del festival AGAPE – Le sfumature dell’amore, con la direzione artistica di Angelica Artemisia Pedatella e la direzione organizzativa di Silvana Esposito.

Le coreografie portano la firma di Lia Molinaro, Giada Guzzo e Gabriele Naccarato, mentre regia e testi sono di Gabriele Naccarato.

Lo spettacolo nasce come un rito scenico: le Muse, sorelle antiche e dimenticate, scendono ancora una volta sulla Terra per accompagnare la loro primogenita, la Musa della narrazione, nel suo nuovo viaggio tra gli esseri umani. Le sorelle aprono danzando le porte del tempo e dello spazio, mentre Calliope ha lo scopo di far ricordare agli uomini ciò che hanno smesso di vedere.

Calliope, la Musa che non ha potuto fermare il destino

Calliope è la Musa della bella “penna”, colei che per millenni ha ispirato poeti, eroi e narratori. Figlia della dea del ricordo, è nata per custodire le imprese degli uomini. Il suo inchiostro doveva trasformare la memoria in guida al fine di impedire che gli errori si ripetessero.

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Eppure, né lei né sua madre hanno potuto arrestare il corso degli eventi:

  • La storia ha continuato a piegarsi.
  • La guerra è tornata a ripetersi.
  • La donna è rimasta intrappolata in ruoli che non le appartenevano.

La scrittura — il dono più sacro delle Muse — è diventata arma, giudizio e cancellazione, e il suo inchiostro si è trasformato in sangue.

La metamorfosi: Calliope diventa Kali e Asherah

In Kali Hope, Calliope lascia i panni di Musa e si trasforma in Kali: la forza che distrugge per ricreare, la voce che urla per liberare e la memoria che brucia per rinascere.

In questa metamorfosi, Calliope incarna anche Asherah, la dea violata e spodestata dalle scritture del dio biblico delle religioni monoteistiche. Una figura cancellata, rinnegata e trasformata in demonio. Calliope porta la sua ferita, la sua rabbia, la sua rivendicazione: il diritto di esistere e di essere la figura dell’amore.

Il gioco della Musa: un’ultima possibilità

Le Muse non smettono di lottare e scendono sulla Terra per aiutare Calliope a compiere un gesto antico: proporre agli esseri umani un rito, una prova. Un gioco che non è innocente, che non è semplice né privo di conseguenze.

Calliope spera che questa volta gli uomini sappiano guardare davvero, che sappiano riconoscere la fessura tra le dita, la possibilità di interrompere il ciclo di guerra e morte che da secoli avvolge il pianeta. Perché la storia che Calliope racconta non è solo la sua: è la nostra.

Miti, storie, leggende: un viaggio immersivo tra Teatro, Danza e Tekno

Lo spettacolo attraversa miti antichi, leggende dimenticate e frammenti di storia che ancora pulsano sotto la pelle del presente. Ogni quadro è un richiamo ed ogni gesto una domanda.

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Kali Hope – L’Urlo di Calliope non è solo uno spettacolo: è un invito, un varco, un monito.

Una straordinaria fusione tra Teatro, Danza Contemporanea e musica Tekno coinvolgerà il pubblico connettendolo alle artiste, che sprigioneranno tutta la loro energia e bellezza. Le parole, i gesti e i movimenti vi condurranno in un nuovo modo di vivere lo spettacolo: non soltanto guardarlo, ma attraversarlo, sentirlo e diventarne parte in prima persona.

E quando la voce della Musa si leverà, quando il suo gioco vi chiamerà, la Terra tornerà ancora una volta a tremare.