Meta Title SEO: Le unioni di Oreste nella mitologia greca: matrimonio, potere e la fine degli Atridi
Meta Description: Le unioni di Oreste con Ermione ed Erigone riplasmano la geografia politica del Peloponneso tra Micene, Sparta e Argo, segnando la fine del mondo miceneo.
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Le unioni di Oreste
Nella mitologia greca, le unioni di Oreste non appartengono soltanto agli affetti: sono matrimoni e discendenze attraverso cui si ridisegna la geografia politica del Peloponneso. Figlio di Agamennone e Clitennestra, Oreste lega il proprio destino soprattutto a Ermione ed Erigone, due donne provenienti dai rami contrapposti di una famiglia lacerata dall’odio. Dai loro legami nasceranno Tisameno e Pentilo.
Il matricidio e la riconquista di Micene, Argo e Sparta
Prima di poter regnare, Oreste deve attraversare il sangue. Egisto e Clitennestra hanno assassinato Agamennone al ritorno da Troia; il giovane, sollecitato dall’oracolo di Apollo e aiutato dalla sorella Elettra, vendica il padre uccidendo entrambi (fig. 1).

Il matricidio, però, non gli restituisce subito Micene: perseguitato dalle Erinni, egli deve purificarsi nei Sette fiumi di Reggio o, in un’altra versione, comparire davanti all’Areopago di Atene. Le Erinni diventano Eumenidi e la catena della colpa può interrompersi.
Rientrato in patria, Oreste elimina Alete, figlio di Egisto, che si era impadronito del potere, e recupera il trono paterno. In seguito, ottiene anche Argo: alla morte del re Cilone gli Argivi lo scelgono come sovrano. Ma il passaggio decisivo è l’unione con Ermione, unica figlia legittima di Menelao ed Elena. Alla morte di Menelao gli Spartani non riconoscono i figli nati dalle sue concubine; Oreste, quale marito dell’erede, può rivendicare anche Lacedemone. Micene, Argo e Sparta vengono così riunite sotto un solo scettro. Per il mondo dell’Età del Bronzo immaginato dal mito è un’impresa geopolitica straordinaria, compiuta attraverso diritto dinastico, elezione e alleanza matrimoniale.
L’alleanza con Ermione e lo scontro con Neottolemo
Ermione, però, non giunge a Oreste pacificamente. Tindaro l’aveva promessa al nipote prima della guerra troiana, ma Menelao, durante il conflitto, l’aveva assegnata a Neottolemo, detto Pirro, figlio di Achille, il crudele assassino di Astianatte e di Priamo. Tornato dalla guerra, Neottolemo pretende la giovane e la conduce con sé. Il matrimonio è infelice e sterile. Ermione attribuisce la mancanza di figli ad Andromaca, vedova di Ettore divenuta schiava e concubina del vincitore, e l’accusa di malefici. Del resto, da Neottolemo/Pirro e Andromaca nacque la stirpe dei re dell’Epiro, come Pirro (fig. 2).

Oreste sfrutta il rancore di Ermione e prepara la rovina del rivale. Quando Neottolemo si reca a Delfi per riconciliarsi con Apollo dopo aver ucciso Priamo presso un altare (fig. 3), cade in un agguato (fig. 4).


Oreste, con l’aiuto dei propri uomini o degli stessi Delfi, lo fa uccidere presso l’altare, all’interno di uno spazio sacro (fig. 5). La vedova Ermione può infine unirsi al promesso sposo e genera Tisameno, destinato a ereditare i domini paterni.

L’unione con Erigone e la maledizione dei Tantalidi
L’altra unione di Oreste è ancora più inquietante. Erigone è figlia di Egisto e Clitennestra: Oreste si lega dunque alla sorellastra, nata dall’uomo che aveva usurpato il trono paterno e che egli stesso aveva ucciso. Da questa unione nasce Pentilo. Il matrimonio ricompone simbolicamente i rami nemici di Atreo e Tieste, ma conserva l’ombra dell’incesto e mostra quanto sia difficile sottrarsi alla maledizione dei Tantalidi.
Essa era cominciata con Tantalo, che aveva ucciso il figlio Pelope per servirlo agli dèi. I figli di Pelope, Atreo e Tieste (fig. 6), si contesero poi Micene. Per punire il fratello, amante di sua moglie, Atreo ne uccise i figli e glieli offrì in un banchetto. Tieste generò allora Egisto con la propria figlia perché divenisse lo strumento della vendetta. Da quel delitto nacquero l’assassinio di Agamennone e il matricidio di Oreste.

La fine dell’era micenea e il destino degli Atridi
Le unioni dell’ultimo grande Atride tentano perciò di trasformare il sangue in legittimità politica. Con Ermione Oreste congiunge Micene e Sparta; con Erigone riunisce genealogicamente i discendenti di Atreo e Tieste. La pace resta però fragile. Tisameno sarà l’ultimo Atride a governare quei regni: morirà combattendo contro gli Eraclidi, discendenti di Eracle, che conquisteranno il Peloponneso. Il figlio matricida non eredita più la colpa, ma un mondo, quello miceneo, ormai al tramonto.

