di Eugenio Lo Gullo
Tanto più un Paese come l’Italia si impoverisce culturalmente e spiritualmente, tanto più aumentano la solitudine, l’ansia, la depressione, le psicopatologie, le malattie, l’uso di alcool e droghe, le sale giochi e l’incapacità di programmazione del proprio futuro.
I giovani, sempre più spesso, rinunciano a vivere e smettono di sognare, di amare, di uscire e soprattutto di giocare. Persino a scuola frequentano senza impegno e vanno avanti senza entusiasmo.
In studio ne sento di tutti i colori, soprattutto da chi tenta di arruolarsi nell’esercito o di entrare nelle forze dell’ordine, ma senza nessun impegno. Intanto, la vita scorre e la maggior parte degli italiani vive sulle spalle dei genitori molto anziani fino a 50 – 60 anni. Più che vivere sopravvivono sviluppando sindromi come depressione, aggressività, frustrazione ed invidia per coloro che sono riusciti ad essere professionisti affermati e persone felici.
Famiglie disfunzionali e l’origine della sofferenza psicologica
I peggiori nemici si incontrano in famiglia, dove le persone tossiche hanno maturato una personalità patologica in famiglie disfunzionali e con madri psicopatiche. In queste realtà l’alcolismo e la tossicodipendenza — anche da steroidi, anabolizzanti e tanto altro — sono all’ordine del giorno.
Difatti, la volgarità, le perversioni, un linguaggio perverso a contenuti sessuali, la rabbia, il bisogno di vendetta e lo stalking sono sintomi di una immensa sofferenza psicologica, oltre che di grande debolezza e paura.
I limiti degli psicofarmaci e il ruolo della Psicoterapia Cognitivo-Comportamentale
Naturalmente, in psicoterapia non è sempre semplice guarire tali psicopatologie, ma già dopo le prime sedute si osservano dei miglioramenti. Soprattutto quando si scopre che il vero nemico non sono gli altri, ma dimora dentro di loro e si nutre di rabbia, di “un aggressivo dolore che sta urlando per uscire”.
Pertanto, gli psicofarmaci sono inutili perché tappano, ma non liberano l’energia distruttiva di queste emozioni e di queste personalità spesso psicopatiche. L’unica vera terapia da seguire è la Psicoterapia Cognitivo-Comportamentale, integrata con sedute prolungate di ipnosi e training autogeno, per permettere al paziente di esprimere il suo dolore ed i suoi sentimenti di ostilità, di rabbia, e di liberare il suo odio distruttivo (solitamente indirizzato verso una o più persone, molto spesso verso la madre, il padre, i fratelli, il partner o altri soggetti conosciuti al lavoro).
Dalla trance ipnotica alla rielaborazione del conflitto
Dopo di che si addestra il paziente alla quiete, a sviluppare forme di quiete con induzioni di: “Adesso sei disteso, rilassato e tranquillo”, per giungere alla trance ipnotica che potrà essere leggera, media, profonda o regressiva per raggiungere le origini del conflitto.
Questo percorso permette di ridare stabilità emotiva, una nuova costruzione vitale e lo sviluppo di una personalità costellata da armonia e serenità, nella consapevolezza che il dolore, la rabbia, l’odio, la depressione e la psicopatologia non servono a nulla: non possono cambiare le cose del passato, del presente, né tanto meno del futuro, che nessuno può scegliere o controllare davvero.

