Si può tornare a casa senza tornare indietro? Il ritorno di Harry e Meghan nel Regno Unito

di Marco Signorile

Harry e Meghan tornano nel Regno Unito con Archie e Lilibet. Ma non tornano nella Royal Family di un tempo. Tra gli equilibri con William, la posizione di re Carlo, la scuola dei bambini, il nodo della sicurezza e una pesante vicenda giudiziaria, il rientro dei Sussex racconta qualcosa di più complesso di una semplice riconciliazione.

Ci sono ritorni che chiudono una storia e altri che finiscono per riaprirla. Quello di Harry e Meghan nel Regno Unito sembra appartenere decisamente alla seconda categoria.

Sei anni dopo aver lasciato gli incarichi reali e aver costruito la propria vita in California, i duchi di Sussex hanno deciso di riportare la famiglia in Gran Bretagna per un periodo prolungato. La casa di Montecito resterà, ma Archie e Lilibet inizieranno la scuola nel Regno Unito a settembre.

Non è dunque necessariamente un addio all’America. È piuttosto la ricerca di un nuovo equilibrio tra due Paesi e, soprattutto, tra due vite. Perché tornare in Gran Bretagna significa inevitabilmente tornare anche vicino alla famiglia reale. Ed è qui che una scelta apparentemente privata ricomincia immediatamente a intrecciarsi con la monarchia.

Harry resta il figlio del re e il fratello del futuro sovrano, ma non è più un membro attivo della Royal Family. Può vivere nuovamente nel Paese nel quale è nato, trascorrere più tempo con suo padre, permettere ai figli di conoscere maggiormente la famiglia britannica e continuare a occuparsi delle proprie iniziative.

Non può però semplicemente riprendere il posto lasciato nel 2020. Quella formula a metà tra vita privata e attività istituzionale che Harry e Meghan avevano inizialmente immaginato appartiene ormai al passato. Non è previsto un ritorno ai doveri ufficiali della Corona.

Il loro sarà quindi, prima di tutto, un ritorno familiare. Una distinzione apparentemente semplice che, in casa Windsor, cambia quasi tutto.

Carlo e William: due sguardi diversi sul ritorno di Harry

Buckingham Palace non è soltanto una famiglia. È anche un’istituzione nella quale una presenza, un incontro, una fotografia e talvolta perfino un silenzio acquistano inevitabilmente un significato pubblico.

Ed è forse per questo che Carlo e William non possono guardare al ritorno di Harry nello stesso modo.

  • Re Carlo: Può desiderare di recuperare un rapporto più continuo con il figlio e soprattutto di vedere maggiormente Archie e Lilibet. Nel suo caso il sovrano e il padre possono ancora convivere, anche se non sempre facilmente.
  • Il Principe William: Occupa invece una posizione differente. È il principe di Galles, l’erede al trono e l’uomo che un giorno sarà chiamato a guidare quella stessa istituzione che negli ultimi anni è stata più volte pubblicamente criticata dal fratello.
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Il ritorno di Harry, allora, non riguarda soltanto una possibile riconciliazione familiare. Tocca inevitabilmente anche il futuro equilibrio della monarchia. Un padre può tentare di ricucire un rapporto senza che il re modifichi gerarchie, ruoli e responsabilità istituzionali. Forse è proprio su questo confine che si giocherà la parte più delicata del ritorno.

Archie e Lilibet: la ricerca della normalità quotidiana

Poi ci sono Archie e Lilibet. Ed è probabilmente attraverso di loro che questa storia cambia improvvisamente prospettiva.

Archie ha sette anni, Lilibet cinque. A settembre inizieranno la scuola nel Regno Unito. La stampa britannica ha già cominciato a interrogarsi sull’istituto scelto e sulla zona nella quale la famiglia stabilirà la propria quotidianità. Fra le aree indicate dalle indiscrezioni compaiono anche i Cotswolds, da tempo rifugio di celebrità britanniche e internazionali.

La scuola, però, non è stata resa pubblica. Ed è forse giusto che sia così.

Perché più del nome dell’istituto conta ciò che quella scelta rappresenta. Una casa può essere abitata per alcuni mesi. Un viaggio può essere interrotto e ripreso. La scuola introduce invece orari, amicizie, abitudini, compagni, appuntamenti. Introduce normalità.

Il vero ritorno di Harry e Meghan potrebbe allora cominciare molto lontano dai palazzi reali: davanti al cancello di una scuola, accompagnando i propri figli verso una quotidianità britannica che fino a oggi avevano conosciuto soltanto in maniera episodica. Ed è anche attraverso Archie e Lilibet che Carlo potrebbe recuperare una dimensione familiare inevitabilmente sacrificata dalla distanza geografica e dalle tensioni degli ultimi anni.

Il nodo della sicurezza e le battaglie legali con i tabloid

Ma nella storia di Harry la dimensione privata sembra non riuscire mai a rimanere completamente privata. La sicurezza ne è forse l’esempio più evidente.

Da quando i Sussex hanno lasciato il ruolo di working royals, la loro protezione nel Regno Unito è diventata uno dei punti più controversi del rapporto con il Paese. Il ritorno ha inevitabilmente riaperto la questione. Non è stata annunciata una nuova protezione automatica finanziata con denaro pubblico e le eventuali misure continueranno a dipendere dalle valutazioni degli organismi competenti.

È un’altra contraddizione difficile da sciogliere: Harry non rappresenta più ufficialmente la Corona, ma continua a essere il figlio del re. Ed è difficile immaginare una condizione più privata e, nello stesso momento, più pubblica di questa.

Quasi a ricordargli quanto sia complicato separarsi davvero dal proprio passato, proprio mentre si parla del suo ritorno nel Regno Unito è arrivato anche un nuovo capitolo della lunga battaglia contro la stampa britannica.

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Harry, Elton John e altri cinque personaggi pubblici avevano promosso una causa contro Associated Newspapers, editore del Daily Mail, sostenendo di essere stati vittime di pratiche illecite nella raccolta di informazioni.

La causa è stata respinta. Ora il giudice Matthew Nicklin ha disposto che i sette ricorrenti versino complessivamente 9,54 milioni di sterline come pagamento provvisorio delle spese legali della controparte entro il 28 agosto. Il conto definitivo potrebbe essere sensibilmente superiore.

Per Harry è un passaggio particolarmente pesante, perché negli ultimi anni il confronto con alcuni tabloid britannici non è stato soltanto giudiziario. È diventato parte della sua storia personale. E la coincidenza possiede quasi qualcosa di simbolico.

Harry torna nel Paese dal quale si era allontanato denunciando, tra le altre cose, il rapporto conflittuale con una parte della stampa proprio mentre una delle sue battaglie più importanti gli presenta un conto molto difficile da ignorare.

Un nuovo equilibrio: trovare un modo nuovo di appartenere

Famiglia, monarchia, sicurezza, media. Tutto ciò da cui aveva cercato di prendere le distanze sembra aspettarlo nuovamente dall’altra parte dell’Atlantico.

Ed è forse proprio qui che si trova la ragione per cui continuiamo a interessarci così tanto ai Windsor. Non soltanto per le corone, i castelli, le carrozze o le cerimonie. Dietro il protocollo continuano ad apparire dinamiche sorprendentemente comuni: un padre e un figlio che cercano di ritrovarsi, due fratelli che non riescono più a parlarsi come un tempo, dei nipoti cresciuti lontano dai nonni, una moglie che deve trovare il proprio spazio nella famiglia del marito.

Solo che, nel loro caso, tutto accade sotto gli occhi del mondo. E ogni questione familiare porta inevitabilmente con sé una conseguenza pubblica.

Harry torna dunque a casa. Ma la casa che ritroverà non è quella che aveva lasciato.

  • Elisabetta II non c’è più.
  • Carlo è re.
  • William è sempre più definito dal proprio futuro di sovrano.
  • Archie e Lilibet stanno crescendo.
  • Meghan ha costruito una vita professionale indipendente dalla monarchia e potrebbe riavvicinarsi anche alla recitazione.

Nel frattempo sono cambiati gli equilibri, i ruoli e probabilmente anche le persone.

Forse allora la vera domanda non è se Harry e Meghan riusciranno a tornare in Gran Bretagna. Quello sta già accadendo. La domanda è un’altra: si può ritornare nel luogo dal quale siamo partiti accettando che, nel frattempo, sia cambiato il nostro posto al suo interno?

Per Harry potrebbe essere questa la sfida più difficile. Non riconquistare ciò che aveva, ma trovare un modo nuovo di appartenere a ciò che, nonostante tutto, continua a chiamare casa.