Acquaformosa, Hiraeth porta l’Europa in musica nel cuore dell’Arbëria

Prima italiana per l’ensemble guidato da Wouter Vandenabeele, tra Mediterraneo e Balcani. Il concerto ha chiuso la Mérak Summer Residency ed è stato inserito nella Giornata dell’Inclusione del XV Festival delle Migrazioni

Di Gennaro Gallo

Acquaformosa ha accolto una serata speciale dove la musica ha fatto da ponte tra culture, lingue e tradizioni. In piazza Fontana Vecchia, il 10 agosto, l’ensemble Hiraeth ha presentato in prima italiana il suo viaggio sonoro alla ricerca della malanconia tra Mediterraneo e Balcani.

L’appuntamento ha concluso la Mérak Summer Residency, residenza artistica ideata dall’associazione Mérak M.A.L.L., con la direzione artistica di Francesca Manoccio che si è svolta dal 7 al 10 agosto. Un progetto capace di trasformare Acquaformosa in un vero laboratorio internazionale di musica e contaminazione culturale.

XV Festival delle Migrazioni e Giornata dell’Inclusione

La serata è stata inoltre inserita nel programma della XV edizione del Festival delle Migrazioni, nella Giornata dell’Inclusione. Una collocazione particolarmente significativa per un progetto che parla di identità, appartenenza, memoria e incontro.

A guidare Hiraeth è stato Wouter Vandenabeele, violinista, compositore e arrangiatore belga tra i nomi più autorevoli del folk e della world music europea. Con lui sul palco Laura Cortese, violino e voce, Jan Debrabandere alla chitarra e Bert Ruymbeek alla fisarmonica.

La tradizione arbëreshë e la musica senza confini

Prezioso anche il contributo di Francesca Manoccio, la cui voce, intensa e struggente, ha portato nel concerto l’anima della tradizione arbëreshë creando un legame diretto tra la ricerca internazionale di Hiraeth e la storia di Acquaformosa.

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A completare il progetto Fabiano Perrupato, bassista e direttore tecnico di produzione della band Mérak M.A.L.L.

Hiraeth è molto più di un concerto: è l’incontro di popoli e memorie differenti che, attraverso la musica, trovano una lingua comune. Ed è forse proprio questo il messaggio più bello arrivato dalla Fontana Vecchia di Acquaformosa: le differenze non sono muri, se qualcuno trova il modo di trasformarle in armonia.