Venezia 83: quando il cinema diventa anche grande spettacolo

Di Marco Signorile

Ogni settembre Venezia cambia ritmo. Il Lido si riempie di fotografi, attori, registi, cinefili, curiosi, abiti da sera e arrivi in motoscafo, mentre il tappeto rosso torna a essere uno dei luoghi più osservati dello spettacolo internazionale.

Perché oggi la Mostra del Cinema non è più soltanto un festival dedicato ai film. È diventata un grande evento capace di riunire cinema d’autore, produzioni internazionali, star, moda, musica e personalità provenienti da tutto il mondo. E questa dimensione sempre più ampia non sottrae valore al cinema: al contrario, ne amplifica la forza e la capacità di richiamo.

Dal 2 al 12 settembre l’83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica torna così a trasformare Venezia in uno dei centri mondiali dello spettacolo. Il cuore resta naturalmente la sala, con le prime, i film in concorso, le opere più attese e quelle destinate magari a sorprendere. Ma intorno al film vive ormai un universo che è diventato parte integrante del Festival.

Le aperture e il programma: da “Ink” a “Dio ride”

Ad aprire la Mostra sarà “Ink” di Danny Boyle, scritto da James Graham e interpretato da Jack O’Connell, Guy Pearce e Claire Foy. La chiusura sarà invece italiana con “Dio ride” di Giovanni Veronesi, presentato Fuori Concorso, con Pierfrancesco Favino, Silvio Orlando, Alma Noce, Francesco Gheghi, Maurizio Lombardi, Paolo Rossi e Carlo Cecchi.

Tra questi due appuntamenti si sviluppa un programma ricco di nomi e linguaggi diversi. Penélope Cruz e Javier Bardem tornano insieme sullo schermo in “Bunker” di Florian Zeller, Robert Pattinson è protagonista di “Primetime” di Lance Oppenheim, mentre Martin McDonagh porta in concorso “Wild Horse Nine” con John Malkovich, Sam Rockwell e Steve Buscemi.

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Casey Affleck torna anche dietro la macchina da presa con “Company”, nel cui cast compare Nick Nolte, mentre Werner Herzog con “Bucking Fastard” riunisce Kate Mara, Rooney Mara e Orlando Bloom.

Russell Crowe sarà invece al Lido con “What Love Builds”, opera da lui scritta, diretta e interpretata che intreccia musica, recitazione e memoria artistica. Ed è proprio questa varietà di presenze e linguaggi a raccontare quanto Venezia sia riuscita negli anni a mantenere insieme il rigore del cinema d’autore e la capacità di attrarre grandi protagonisti dello spettacolo mondiale.

I Leoni d’Oro alla carriera e le grandi star al Lido

Il red carpet, in questo senso, non è più soltanto un elemento mondano. È diventato parte del racconto della Mostra. Gli arrivi, gli incontri, le conferenze stampa e le fotografie che fanno il giro del mondo contribuiscono a costruire un evento che vive contemporaneamente dentro e fuori dalle sale.

Ed è forse proprio questo uno degli aspetti più interessanti dell’evoluzione di Venezia: essere riuscita a crescere come grande manifestazione internazionale senza rinunciare alla propria identità cinematografica.

La presenza di George Clooney ed Ellen Burstyn, entrambi insigniti del Leone d’Oro alla carriera, va esattamente in questa direzione. Clooney rappresenta da anni una delle immagini più riconoscibili del Lido, ma il riconoscimento celebra un percorso che attraversa recitazione, regia e produzione. Ellen Burstyn porta invece con sé una memoria più lunga del cinema americano, diventando uno dei simboli di quella continuità tra passato e presente che Venezia continua a custodire.

Accanto a loro, il programma riunisce protagonisti come Penélope Cruz, Javier Bardem, Robert Pattinson, Russell Crowe, Gael García Bernal, John Malkovich, Sam Rockwell, Steve Buscemi, Casey Affleck, Nick Nolte, Kate Mara, Rooney Mara e Orlando Bloom.

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E c’è anche la musica, con “Oasis: Don’t Look Back in Anger”, documentario dedicato alla reunion della band e interpretato da Liam e Noel Gallagher.

Venezia come vetrina globale del cinema e del costume

È questa concentrazione di presenze a rendere il Lido, nei giorni della Mostra, qualcosa di più di un semplice luogo di proiezione. Venezia diventa una vetrina globale, un grande palcoscenico in cui il cinema incontra l’immagine, la moda, la musica, il costume e la curiosità del pubblico.

E c’è anche un motivo di orgoglio in tutto questo: una manifestazione italiana riesce ancora oggi a essere riconosciuta nel mondo come uno degli appuntamenti più prestigiosi della stagione cinematografica internazionale.

I film restano il centro, naturalmente. Sono loro a continuare il proprio percorso nelle sale, nei festival, nei premi e nella memoria del pubblico. Ma per undici giorni Venezia riesce a fare qualcosa di diverso: trasformare il cinema in un grande evento collettivo.

La sala conserva il mistero della prima proiezione, il red carpet restituisce il fascino dei suoi protagonisti. Da una parte la storia raccontata sullo schermo, dall’altra tutto ciò che nasce intorno a quella storia.

Ed è forse proprio questa capacità di tenere insieme cinema e spettacolo, senza che l’uno debba togliere spazio all’altro, a rendere ancora oggi Venezia così riconoscibile.

Non soltanto un Festival, dunque. Ma un grande appuntamento internazionale con il cinema e con tutto ciò che il cinema continua a rappresentare nell’immaginario collettivo.