di Vittoria Scola
Il fiato, pesante. Sento le tue mani sul collo togliere il respiro. È forte la tua solitudine, alta l’angoscia.
Hai una bella cornice: quattro spigoli che lasciano il segno, chiodi arrugginiti, le tue parole.
Perché questa corsa? Mi vedi rotolare tra ostacoli e nebbia, cieco al dolore delle immagini.
Mi bendi, leghi la mia bocca, mentre fumi addosso il tuo pensiero.
Respira oltre me. Non con me.

