Emmy Awards 2025. L’anno dei record.

di Marco Signorile

Owen Cooper ha fermato il tempo con un sorriso timido e un Emmy tra le mani. Quindici anni soltanto, e già nella storia: il giovane interprete di *Adolescence* è il più giovane attore maschio a vincere il premio come miglior non protagonista in una miniserie. Una scena che ha emozionato la platea e che racconta, più di mille discorsi, il potere ancora intatto della televisione di scoprire e consacrare talenti purissimi.

La serie Netflix, girata interamente in piano sequenza, si è imposta come miglior miniserie dell’anno e ha collezionato sei statuette, consacrando un racconto duro e coraggioso, capace di intrecciare giustizia, adolescenza e fragilità.

Non meno fragoroso il trionfo di *The Studio*, satira brillante sull’industria di Hollywood, che ha riscritto i record diventando la comedy d’esordio più premiata di sempre con ben tredici Emmy, tra cui quello di miglior serie comica.

Sul versante drammatico, a spuntarla è stato *The Pitt*, che ha conquistato il premio più ambito: miglior serie drammatica. Un segnale forte di quanto la serialità americana riesca ancora a coniugare intensità narrativa e impatto sociale.

La cerimonia non è stata solo una passerella di star e applausi: tra discorsi di gratitudine e parole di riflessione sulla guerra e le tensioni globali, la televisione ha dimostrato ancora una volta di saper essere coscienza collettiva, oltre che spettacolo.

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