Ad Acri presentato il libro di Nello Serra dedicato alla Comunità Don Milani: un racconto collettivo fatto di impegno, fragilità, accoglienza e futuro
Di Gennaro Gallo
Buona la prima per “Dall’io al noi”, il libro che racconta la storia e l’anima della Comunità Don Milani, presentato ad Acri nella suggestiva cornice di Palazzo Falcone Sanseverino, luogo simbolo della cultura cittadina, con il sostegno dell’Amministrazione comunale.
Al centro dell’opera c’è il lungo percorso di Nello Serra, fondatore della Comunità e autore di un racconto che non è soltanto memoria, ma testimonianza di una realtà costruita giorno dopo giorno.
Una storia iniziata negli anni ’80 come esperienza cooperativa rivolta a giovani con disabilità e diventata, nel tempo, una comunità capace di accogliere anziani e persone fragili, mantenendo però un legame forte con il territorio e con le nuove generazioni.
I protagonisti del racconto: un “noi” concreto e partecipato
Il libro, però, non è soltanto “di” Nello Serra. È soprattutto un “noi” vero e concreto, fatto di amministratori, operatori, volontari, sostenitori e, soprattutto, degli ospiti della struttura.
Sono loro i protagonisti più autentici di questa esperienza: persone che non vengono semplicemente assistite, ma coinvolte in una comunità che prova a restituire valore, dignità e relazioni.
Particolarmente apprezzati gli interventi dell’assessore alla Cultura Mario Bonacci e del presidente della Fondazione Padula Giuseppe Cristofaro, che hanno ripercorso con attenzione le tappe di una realtà ormai profondamente radicata nel territorio.
A condurre l’incontro è stato Demetrio Guzzardi, editore e conoscitore da vicino della storia della Comunità, mentre la giovane violinista Serena Gaccione ha accompagnato la serata con alcuni momenti musicali di grande suggestione.
E proprio gli anziani erano lì, in prima fila. Non come semplici spettatori, ma come protagonisti di una storia che parla di loro e con loro. Una presenza capace di ricordare a tutti che la terza età non è un capitolo da mettere in fondo alla pagina, ma una parte preziosa della nostra società.

Progetti futuri e solidarietà: la nuova infermeria
Il pubblico ha seguito con partecipazione un libro che guarda al passato senza fermarsi alla nostalgia. L’obiettivo è infatti anche quello di continuare a costruire risposte concrete ai bisogni degli anziani e di chi vive condizioni di fragilità. Perché raccontare ciò che è stato serve soprattutto a capire cosa c’è ancora da fare.
E c’è anche un obiettivo molto concreto: il ricavato della pubblicazione sarà destinato alla realizzazione di nuovi spazi e servizi della Comunità, tra cui un’infermeria e ulteriori strumenti e strutture destinati a migliorare l’accoglienza e la qualità della vita degli ospiti.
In fondo, “Dall’io al noi” racconta una cosa semplice, ma tutt’altro che scontata: nessuna comunità cresce da sola. Servono persone, tempo, sacrificio e la capacità di trasformare i bisogni degli altri in responsabilità condivisa. E, diciamolo, in un mondo dove spesso l’“io” corre più veloce del “noi”, non è proprio una piccola impresa.
L’importanza degli anziani nella società contemporanea
Gli anziani, infine, non sono soltanto persone da proteggere: sono memoria, esperienza e radici. Portano sulle spalle una parte della nostra storia e, spesso, hanno ancora molto da insegnarci.
Rispettarli significa rispettare ciò che siamo stati e ciò che, un giorno, saremo. Perché il tempo può togliere qualche passo, ma non cancella il valore di una vita vissuta. E una società che sa prendersi cura dei suoi anziani dimostra, prima di tutto, di aver imparato a prendersi cura di se stessa.


