di Eugenio Lo Gullo
Non nasciamo con una personalità già pronta, e non la riceviamo a 18 anni come una patente, nonostante l’impronta genetica ed il patrimonio psicofisico che ci viene trasmesso dai nostri genitori e le innumerevoli caratteristiche specie-specifiche. La nostra personalità la costruiamo, stadio dopo stadio, nell’attrito costante tra ciò che portiamo dentro e ciò che il mondo ci chiede di essere. Pertanto, uomo e ambiente sono inscindibili poiché l’uno struttura e modifica l’altro. L’uomo, in particolare, può modificare anche drasticamente il suo ambiente per adattarlo alle proprie esigenze.
Cosa intendiamo davvero per personalità
In psicologia, la personalità è un pattern stabile di pensare, sentire e agire. Non è il tuo umore di oggi, ma tutto ciò che rende prevedibile il tuo comportamento in situazioni diverse. Conoscere se stessi non è semplice.
Oggi la ricerca la descrive meglio con due modelli:
- I Tratti (Il modello dei Big Five): Tutti noi ci muoviamo su cinque dimensioni: Apertura all’esperienza, Coscienza, Estroversione, Amicalità, Nevrotismo. Non sei “estroverso o introverso”, sei posizionato su un continuum.
- La Storia: La personalità è anche la narrazione che costruisci su di te. Le storie che ti racconti su cosa ti è successo determinano più dei fatti stessi i tuoi pensieri, che rappresentano il modo in cui si percepisce il mondo.
Le 3 forze che modellano la nostra personalità
La personalità si sviluppa dall’interazione di tre forze e nessuna da sola basta.
- Il temperamento (la base biologica): Alcuni bambini nascono più reattivi, più sensibili agli stimoli, più lenti a calmarsi. È genetico al 40-60%, ma non è un destino.
- L’attaccamento dei primi anni di vita: Insegna al cervello una domanda fondamentale: il mondo è un posto sicuro? Da come rispondono le figure di riferimento, impari se puoi fidarti, se vale la pena esplorare, se le tue emozioni sono accoglibili. Questo crea i tuoi modelli relazionali.
- L’ambiente (che ti sceglie e che scegli): La famiglia, la cultura, la classe sociale, i traumi, i successi… Ma soprattutto, con l’età, iniziamo a scegliere attivamente ambienti che rafforzano chi crediamo di essere. L’introverso sceglie il lavoro in biblioteca, e quel lavoro lo rende ancora più introverso.
Le tappe della crescita: la personalità non si cristallizza a 20 anni
Eravamo abituati a pensare che la personalità si cristallizzasse nell’adolescenza. Non è vero.
- Infanzia (0-6 anni): si costruisce la regolazione emotiva. Impari a dare un nome a ciò che provi.
- Fanciullezza e adolescenza (7-20 anni): è il laboratorio dell’identità. Sperimentazione di ruoli, gruppi, valori. La domanda centrale è: chi sono io quando non ci sono i miei genitori?
- Età adulta (20-60 anni): è qui che avviene lo sviluppo più interessante. Studi longitudinali mostrano che tra i 20 e i 60 anni, in media, diventiamo più coscienziosi, più stabili emotivamente e più amichevoli. Meno nevrotici, più padroni di noi. La vita ci costringe a maturare.
Le crisi non rompono la personalità, la aggiornano. Un evento, un trasferimento, una relazione che finisce, un lavoro che ti mette alla prova: sono tutti momenti in cui il vecchio copione non funziona più e sei obbligato a riscriverne uno. Nel riprogrammare la personalità, la psicoterapia diventa lo strumento più adatto ed efficace.
La personalità si può sviluppare intenzionalmente?
Sì, ma non come si cambia un’abitudine. Non possiamo decidere da domani e in poco tempo cosa saremo o vorremmo essere.
Quello che puoi fare è lavorare sui meccanismi intermedi:
- Agisci contro-tratto. Se vuoi diventare più disciplinato, non aspettare di sentirti disciplinato. Comportati per 15 minuti al giorno come farebbe una persona coscienziosa. Il cervello impara dall’azione, non dall’intenzione. È il principio del “fake it until you become it”.
- Cambia la tua storia. Invece di “sono sempre stato ansioso”, prova “ho imparato presto a stare in allerta, e ora sto imparando a riconoscere quando sono al sicuro”. Cambiare narrazione cambia le scelte future.
- Cura le relazioni. Nulla modella la personalità quanto la psicoterapia che regola i nostri valori e le relazioni intime stabili. Un terapeuta che ti rimanda un’immagine diversa di te può letteralmente ristrutturare i tuoi tratti nel tempo. La vita è fatta di scelte ed ogni scelta modifica un mondo interiore ed esteriore.
In fondo, sviluppare la personalità non significa diventare perfetti o uguali a un ideale. Significa diventare più coerenti, più flessibili e più capaci di scegliere come rispondere invece di reagire in automatico. Poiché l’organismo umano ed il suo cervello sono in continua evoluzione. Lo sviluppo umano, pertanto, segue delle tappe che si rivelano lungo tutta la vita e non è mai tardi per essere tutto ciò che si desidera.

